Gli ippopotami vivono in Africa e trascorrono molto tempo in acqua. Si nutrono principalmente di erba e sulla terraferma possono raggiungere una velocità di 30 chilometri all’ora.
Oltre all’ippopotamo comune (Hippopotamus amphibius), esiste una seconda specie di ippopotamo: l’ippopotamo pigmeno (Choeropsis liberiensis). Si chiama così perché è molto più piccolo dell’ippopotamo comune.
Gli ippopotami vivono in fiumi, laghi, paludi, pozze fangose e praterie. Spesso si trovano in acque abbastanza profonde da permettere loro di immergersi completamente.
Al calar della sera, gli ippopotami si avvicinano alla riva alla ricerca di pascoli, dove pascolano ogni notte fino a otto ore. Durante questo lasso di tempo consumano circa 40 chili di erba, canneti e altre piante. Prima dell’alba tornano alla loro pozza.
Durante il giorno gli ippopotami riposano in gruppo nell’acqua. La sera si separano e si dirigono da soli verso i pascoli. Solo le madri e i loro piccoli rimangono insieme per periodi più lunghi.
La femmina di ippopotamo partorisce un solo piccolo in acqua. Alla nascita, il piccolo pesa all’incirca quanto due bambini di sette anni. La madre allatta il piccolo per circa un anno.
Gli ippopotami perdono il loro habitat perché gli esseri umani continuano a costruire sempre più campi, case e strade. Sono minacciati anche dalla caccia. Sebbene sia vietata, i bracconieri cacciano gli ippopotami per la loro carne. I denti di ippopotamo spesso vengono venduti come sostituti dell’avorio degli elefanti.
Il WWF si impegna per garantire una maggiore protezione degli ippopotami. Sostiene i parchi nazionali e altre aree protette fornendo un sostegno finanziario, personale e attrezzature e le proprie competenze in materia di conservazione delle specie e tutela della natura. Inoltre, il WWF combatte il commercio illegale di animali selvatici.




